LE CONDIZIONI ASSOCIATE
La trombofilia ereditaria è una condizione genetica che predispone alla formazione di coaguli di sangue in modo anomalo, aumentando il rischio di trombosi venosa profonda (TVP), embolia polmonare (EP) e altre complicanze cardiovascolari. Identificare queste predisposizioni è essenziale per una gestione personalizzata del rischio trombotico, soprattutto in soggetti con familiarità per trombosi, aborti spontanei ricorrenti o fattori di rischio acquisiti (uso di contraccettivi orali, gravidanza, interventi chirurgici).
Quando è indicato rispetto al test a 4 mutazioni
Questo test rappresenta un’estensione del pannello a 4 mutazioni, includendo l’analisi di due varianti aggiuntive che influenzano la regolazione della coagulazione. È indicato per chi necessita di una valutazione più approfondita del rischio trombotico o ha una storia familiare particolarmente significativa di eventi tromboembolici.
VANTAGGI DEL TEST GENETICO
- Maggiore accuratezza nella valutazione del rischio trombotico grazie all’analisi di un numero più ampio di mutazioni.
- Supporto nelle decisioni terapeutiche, con un’analisi più completa per stabilire la necessità di trattamenti anticoagulanti o misure preventive.
- Indicazione per pazienti con trombosi atipiche o recidivanti, per comprendere meglio le cause sottostanti.
- Valutazione della risposta infiammatoria e della fibrinolisi, grazie all’inclusione del gene PAI-1, implicato nella dissoluzione dei coaguli.
- Il test genetico non è influenzato dalla fase acuta o dalla terapia in corso: l’analisi del DNA rimane affidabile indipendentemente dalle variazioni dovute a eventi acuti, farmaci o condizioni particolari come gravidanza o malattie epatiche.
COSA ANALIZZA IL TEST
Il test valuta sei mutazioni genetiche associate alla trombofilia:
- Fattore V di Leiden (G1691A) – Variante che aumenta il rischio di trombosi venosa.
- Fattore V H1299R – Mutazione che influisce sulla resistenza alla proteina C attivata.
- Fattore II (G20210A) – Variante che porta a un’eccessiva produzione di protrombina e aumenta il rischio di trombosi.
- MTHFR C677T e A1298C – Mutazioni che possono alterare il metabolismo dell’omocisteina, contribuendo a un maggiore rischio cardiovascolare.
- PAI-1 (4G/5G) – Polimorfismo che influenza la regolazione della fibrinolisi, con possibili implicazioni nel rischio trombotico.
Grazie all’inclusione del PAI-1, questo test offre una visione più ampia sulla capacità dell’organismo di formare e dissolvere coaguli, migliorando la valutazione del rischio trombotico rispetto al pannello a 4 mutazioni.


