CHE COSA E’ LA SENSIBILITA’ AI SOLFITI
L’anidride solforosa e i solfiti vengono comunemente impiegati nell’industria alimentare come conservanti antimicrobici, antienzimatici, antiossidanti e per la conservazione del colore dei cibi. Tra gli alimenti ricchi di solfiti troviamo vino, aceto di vino, birra, succhi di frutta, gelatine, frutta disidratata o secca o glassata, frutti di mare, gamberi, crostacei, baccalà, verdura conservata, funghi secchi e prodotti a base di carne (hot dog e hamburger). Tali alimenti, contenenti solfiti, possono essere alla base di reazioni allergiche, che provocano la produzione di IgE specifiche nel nostro corpo; tuttavia, solo una piccola parte della popolazione è positiva al test delle IgE, non spiegando in realtà i sintomi che si manifestano dopo l’ingestione di tali cibi e bevande in alcune persone. I sintomi, che i soggetti sensibili ai solfiti mostrano, comprendono gonfiori del viso e della lingua, rush cutanei, affaticamento, asma, ostruzione nasale e delle vie aeree. Tali condizioni possono essere spiegate dalla genetica, in quanto esistono dei polimorfismi (cambiamenti della sequenza del nostro DNA) nei geni coinvolti nell’attività di detossificazione dei solfiti nel nostro organismo, con conseguente accumulo degli stessi.
IMPORTANZA DEL TEST GENETICO:
Il test genetico, mediante l’analisi del DNA consente di identificare i pazienti sensibili ai solfiti mediante l’analisi di varianti genetiche associate. I geni che determinano la sensibilità ai solfiti sono considerati geni di suscettibilità che devono interagire con fattori ambientali esterni per il manifestarsi della patologia (stile di vita, alimentazione, terapie farmacologiche, etc.)
COSA VIENE ANALIZZATO?
Specifiche varianti dei due geni SOUX e CBS.
Il gene SUOX svolge un ruolo cruciale nella detossificazione dei solfiti. La presenza di specifici polimorfismi del gene SUOX è associata a un rischio maggiore di accumulo di solfiti.
CBS è un enzima necessario per convertire l’Omocisteina in Cistatione, agisce fondamentalmente come ponte tra l’aminoacido di partenza e il passaggio successivo del ciclo di metilazione che genera ammoniaca. I polimorfismi investigati determinano una alterazione che causa uno stato di sbilanciamento aumentando contemporaneamente i livelli di ammoniaca e solfiti. E ‘stato dimostrato che alcuni polimorfismi del gene CBS determinano un aumento dell’attività dell’enzima, riducendo la quantità di omocisteina nel sangue. Tali polimorfismi sono inoltre associati a un rischio ridotto di insorgenza di patologie coronariche.


